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Note ad "Origini": Ipotesi, spiegazioni ed appendici delle Cronache Mureane

Link ad ORIGINI

Note alla lettura di Origini



Sole di Mur: stella di classe G0
In seq.principale: Diam. 1.866.190 km ca
M:1.35 (Masse solari)
T: 6100°K
L: 1.5
Permanenza nella Sequenza Principale: ca. 8mld anni (terrestri)
Lascia la Sequenza Principale ca. 66 milioni di anni fa, trasformandosi in gigante rossa.

Mur 1:
D: 1.20 T (15.302Km)
Distanza Sole Mur: ca. 326ml km
Rivoluzione: 1284 giorni (stimati)
Durata giorno: 22h 41m (stimati)
Inclinazione dell’asse: 25°23”
Stagioni: 4 sul 60% del pianeta
Sup.tot. 735.234.780km2 ca emerse: 186.750.000km2
Atmosfera: Azoto, Ossigeno, Argon, CO2.

Mur 2 Pianeta minore sist. binario:
D: 3952 km eq.
Distanza Sole Mur: ca. 326mld Km
Rivoluzione:  = Mur.1
Rivoluzione planetaria: 31g 06h
Durata giorno: 43h 12’
Inclinazione dell’asse: ca. 19°42”
Stagioni: 4 su 75% del pianeta, 1 all’equatore, 2 ai poli
Atmosfera: Azoto, Ossigeno, Argon, Neon, CO2, O3 (tracce)
Sup. 49.041.475km2 emerse: 8.827.470km2
Sup tot. Sist. 195.577.470km2

Periodo massima popolazione (entrambi i pianeti) 2.042.000.000 dens. 10.44 ab.x km2
Ultimo secolo: 330.050.000 (entrambi) dens. 0.16 ab. Km2
Dai dati pervenuti la popolazione totale dei due pianeti, non dovrebbe mai aver superato i 12 abitanti per km2 .
Si tenga conto che la superficie abitabile effettiva è molto inferiore al conto totale.

Età sistema stellare: 8mld ca..
Inizio presunto civiltà: a ca. 5.3 mld dalla solidificazione.
Specie dominanti: Di terra (armonica), Aerea (armonica)
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1-Avevano prolungato la vita del loro Sole di oltre 65mila anni (si ricordi che un anno Mureano era circa tre anni e mezzo terrestri) grazie ad apporti costanti di Idrogeno ed Elio: un periodo lunghissimo per la specie umana, in realtà un soffio per un’età stellare.
È più che probabile che i Mureani avessero effettuato qualche tipo di trasferimento di plasma da un Gigante di Ghiaccio al loro Sole.
Immaginando uno o due pianeti gassosi delle dimensioni del nostro Giove o  superiori, si può supporre che un trasferimento di plasma possa aver prodotto un prolungamento della fase stabile della stella.
È possibile che questo “furto” di materia abbia avuto effetti visibili su orbite e gravitazioni dei pianeti più interni, ma possiamo immaginare che il restante nucleo roccioso potesse avere una massa molto elevata e quindi continuare a mantenere le condizioni del sistema entro parametri molto vicini a quelli originali, o che popoli tanto progrediti abbiano trovato un escamotage per tamponare tali effetti.
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2-Si parla di un’immensa flotta: sappiamo che alla fuga da Thiamat, stando stretti, vengono imbarcati circa quattordici milioni di umani. Poiché a partire dal sistema binario furono nove milioni, più almeno un paio di navi da carico, si intuisce che le navi portassero circa un milione di individui l’una. Considerando aree ospedale, scuole, giardini, laboratori, stive, biblioteche, aree di coltura, ecc, si può supporre che fossero effettivamente molto grandi.
La flotta iniziale, doveva quindi essere composta da oltre quattrocento navi, comprese quelle da carico.
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3- Carbonio monoatomico: Grafene. È possibile che esistessero altri materiali simili, usati per altre applicazioni, i fogli di grafene erano usati (pare) per mappe stellari e dati “cartacei” in grado di durare per centinaia di migliaia di anni.
Mattoncini digitali: banchi di memoria in grado di contenere in un paio di cm2 molti thera di dati.
Si consideri che le civiltà Mureane, sebbene con andamento sinusoide, hanno iniziato a lasciare memorie di sé a partire da 2 miliardi e mezzo di anni precedenti agli eventi raccontati.
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4-Circa quarantaquattro milioni di abitanti delle due specie dominanti sui due pianeti, rimane ad attendere la fine. Viene detto che, nei primi tempi dell’esodo, molti cuori si siano spezzati.
Le civiltà Mureane sono simbionti con i pianeti e la loro stella, quindi la loro riluttanza e perfino incapacità a lasciare il sistema è logica conseguenza.
La sopravvivenza istintiva della specie, è prevaricata dalla loro natura simbionte e solo un grande sforzo di volontà spinge la popolazione a superare il proprio limite.
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5-Astronavi: descritte come bianche e dorate.
Lo scafo (o l’armatura del medesimo) viene definito di una sostanza biocristallina.
Alcune teorie ipotizzano che le navi di popolazioni armoniche molto avanzate possano in effetti essere costituite da una sostanza biomeccanica cristallina, capace di autoprodurre energia di supporto vitale e luce interna, visibile ovviamente all’esterno, essendo lo scafo costituito dallo stesso materiale dinamico.
L’oro viene usato anche dai terrestri per copertura di satelliti o stazioni spaziali per la durevolezza, capacità di riflettere luce visibile e infrarossa, inoltre la visiera dei caschi degli astronauti è rivestita da una lamina d’oro per proteggere la vista dalla luce solare diretta (non filtrata dall’atmosfera).
I rivestimenti in oro delle navi Mur potrebbero avere altri scopi, considerata la composizione stessa delle navi.
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6- Il viaggio durò alcuni anni: si presume sia durato circa sei anni, quindi 21 anni terrestri, mentre quello verso il nostro sistema Solare ne durò circa due, ma non sappiamo, nel caso in cui il computo temporale fosse stato quello del pianeta Pleiadiano, a quanti anni terrestri corrispondesse. Le Pleiadi sono a circa 443 anni luce da noi, ma per quanto non ci sia noto quanto distasse Mur dal sistema binario, è probabile che fosse più vicino. La ragione della notevole durata dell’esodo, è quindi da ricercare, come menzionato nelle Cronache, nella grandezza della flotta, nelle dimensioni e nel carico delle navi. Evidentemente viaggiavano per parte del tempo a velocità sub luce.
È anche probabile che avessero più metodi per viaggi spaziali, ma che, per quel tipo di esodo, ne fosse stato scelto uno più lento, ma evidentemente più sicuro.
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7-Parte degli scienziati Mureani sono preoccupati all’idea di stabilirsi presso una stella binaria, temendo turbolenze e instabilità.
Alcune stelle binarie subiscono il reciproco influsso gravitazionale, tanto da arrivare ad avere uno scambio di plasma l’una con l’altra.
Dalle Cronache si intuisce che, almeno nel sistema prescelto, i pianeti orbitanti non ruotino attorno ad una delle stelle, passando all’interno della loro orbita reciproca, ma attorno ad entrambe, e non sarebbero coinvolti in eventuali scambi di questo tipo, ma è evidente che simili tempeste solari debbano avere un forte impatto sui pianeti, soprattutto più vicini, in particolar modo con tempeste elettromagnetiche e scompensi gravitazionali.
I sistemi binari sono molto frequenti nella nostra Galassia e si stima che possano ospitare pianeti di tipo Terrestre nella zona abitabile (per i canoni umani) nell’ordine di 50-60%, più frequenti nel caso orbitino attorno ad una delle due, più rari quelli circumbinari, almeno per le attuali conoscenze.
Alcune simulazioni avrebbero dimostrato che la presenza di una stella compagna potrebbe aumentare il tasso di formazione planetaria, rimescolando la materia protoplanetaria,  incrementandone la velocità di crescita.
Inoltre le stelle che li compongono hanno in alcuni casi una permanenza nella Sequenza Principale superiore a quella di molti altri tipi di stelle, comprese quelle di tipo solare, con una aspettativa di vita molto maggiore.
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8-Meno di un secolo dei loro computi temporali: si ricordi che l’anno Mureano è di circa tre anni e mezzo terrestri.
A questo proposito: alla fine del racconto si narra come Umat abbia mantenuto la reggenza per circa quattrocento anni terrestri, un centinaio di anni di Thiamat. Fino almeno alle guerre d’invasione, le popolazioni neo-terrestri, Iperborei e Lemuriani, pare avessero una durata della vita che potremmo stimare intorno al millennio.
Tracce di questa longevità si trovano in diversi miti,  numerose nei Veda, Gilgamesh (scritti Sumer in generale), ecc
Gli Anunnak, negli scritti Sumeri, vengono detti in grado di vivere molte migliaia di anni. Se si tratti di un’esagerazione, dovuta alla percezione di esseri dalla longevità minima, o possa esserci del vero, è difficile da stabilire, come è difficile sapere perché la vita dei discendenti di questi popoli, sia oggi tanto ridotta, quantomeno la nostra. In testi citanti l’ibridazione genetica tra Anunnak e ominidi vengono menzionati alimenti che avrebbero garantito loro l’immortalità, negata invece  agli ibridi.
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9-La natura simbionte dei Mureani è espressa in modo interessante nel loro “sentirsi soli”: essi si sono evoluti su mondi binari, vivono su un pianeta singolo, ma illuminato da un sistema binario.
La loro natura è profondamente duale: due pianeti, due stelle, due sessi, il due è il fondamento della loro percezione del mondo.
Sono incapaci di concepire una vita singolarmente, ogni loro azione è concepita come duale.
Lo stesso abitare un pianeta singolo in un sistema non altrimenti abitato, crea loro una sorta di ansia e sofferenza.
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10-Nel momento in cui alcuni giovani Mureani decidono di ripartire per un viaggio di esplorazione e avventura, è detto che fu commovente ritrovare quelle navi dopo quasi centomila anni.
È logico presumere che il computo temporale fosse, a quel punto, legato non al vecchio anno Mureano, ma all’anno del loro nuovo pianeta. Non ci sono dati relativi alla durata del loro anno, e non è quindi possibile capire a quanto corrispondano i centomila anni riportati.
Considerando che l’orbita avviene attorno a due stelle e che i Mureani vivevano su un pianeta non molto vicino al loro sole, possiamo immaginare un anno dalla durata da tre a forse cinque anni terrestri.
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11-La popolazione Mur si definisce ricchissima, in quanto possiede grandi quantità di oro e di acqua, i due elementi più preziosi, per quanto ne sappiamo, almeno per le specie umanoidi di tipo terrestre.
Nei pressi del sistema binario, inoltre, troveranno un certo numero di comete di ghiaccio che useranno come fonte di approvvigionamento d’emergenza e da cui preleveranno l’acqua per il secondo viaggio.
È evidente, dalle loro parole, che acqua e oro vengano usati come moneta o merce di scambio con altre civiltà nella Galassia.
Allo stesso modo, vediamo come i Nergal abbiano bisogno di Oro e altri metalli (cit. Palladio, abbondante sul piccolo satellite di Thiamat, ma è importante ricordare Stagno o Cassiterite, da cui estrarre lo Stagno, Rame e Titanio. Nergal non necessita invece di Ferro, in quanto, come sappiamo anche noi oggi, ne possiede in abbondanza)
Per la stessa ragione gli invasori Anunnak sono così avidi di oro: non si immagini che volessero farci bracciali.
Mur e Nergal ipotizzarono che l’ossessione degli Anunnak per l’oro fosse dovuta anche ad un uso medico alimentare superiore alla norma, probabilmente dovuti all’ambiente fortemente ostile dell’avamposto.
L’avidità mostrata, infatti, potrebbe avere origini istintive primordiali, dovute alle necessità di sopravvivenza.
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12- All’arrivo nel sistema solare, di undici pianeti, Venere viene definito il più vicino alla giovane stella.
Ovviamente i Mureani erano perfettamente al corrente dell’esistenza di Mercurio, ma non presero in considerazione la sua presenza (vedere comparazione tra i pianeti).
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13-La questione sulla composizione atmosferica terrestre in epoche molto antiche è ancora dibattuta.
Per molto tempo si è ritenuto che il gigantismo di piante e animali fosse dovuto ad una grande quantità di ossigeno nell’atmosfera, per quanto si supponesse anche supposta una percentuale di CO2  molto più elevata di oggi.
Recenti studi effettuati sull’ambra fossile, che rispetto ad altri materiali organici, offre il vantaggio di rimanere quasi invariata dal punto di vista chimico e isotopico durante i lunghi periodi geologici, mostrerebbero una diversa realtà: i livelli di Ossigeno, durante gli ultimi 220 milioni di anni, sarebbero infatti stati inferiori rispetto a quelli attuali almeno del 21%.
Per quanto riguarda il Cretaceo, si ipotizzano livelli di Ossigeno più bassi di quelli attuali fino al 30%.
Ai bassi livelli di Ossigeno, corrisponderebbero per contro, maggiori quantità di CO2  e una temperatura globale più elevata.
Si ricordi, però, che nel Cretaceo, caratterizzato da temperature calde e umide su tutto il pianeta, l’asse terrestre aveva un’inclinazione minima, fatto che provocava un’insolazione costante e di quasi uguale intensità sul 90% del globo.
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14-I Mureani sono affascinati dagli pterosauri, che descrivono come molto colorati e capaci di voli arditi ed acrobatici.
Per molto tempo si è creduto che si trattasse di animali pesanti e goffi, capaci di volo planato piuttosto primitivo con un decollo da un punto di lancio sopraelevato, simile a deltaplani.
Recenti scoperte fanno però supporre che alcune specie fossero coperte di peli e protopenne per mantenere la temperatura corporea durante il volo e dare stabilità e mobilità agli arti anteriori dotati di patagio e diversi indizi indicano che questi dovessero essere vivacemente colorati. Infine pare probabile che effettivamente gli pterosauri di tipo più recente fossero volatori molto abili, resistenti e capaci di acrobazie, nonostante le dimensioni gigantesche (il Quetzalcoatlus Northropi superava gli 11metri di apertura alare)
Alcuni teorizzano che un tipo di grande rettile Cretaceo, lo Stegosaurus sia per un periodo sopravvissuto alla grande estinzione di sessanta milioni di anni fa, nonostante si consideri più arcaico rispetto ad altri rettili, ma, a maggior ragione, è (o sarebbe) invece più probabile che qualche specie particolarmente adattata di pterosauro sia sopravvissuta in climi più temperati per un periodo successivo, proprio grazie alla protezione delle protopenne isolanti e della grande resistenza di questi splendidi animali, i quali, tra l’altro, pur essendo rettili, avevano, parrebbe, sangue caldo. (vedere "Come Polvere Nel Deserto" cap. ad Al Qahira alla visione di Marabel e famiglia).
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15-I Mureani chiedono alla civiltà del quarto pianeta il permesso di stabilirsi sul quinto pianeta, il più adatto a loro e sufficientemente ricco e prospero da poter ospitare una popolazione di alcuni milioni di individui.
Questo indicherebbe come, in un sistema stellare con più pianeti abitabili, vigono leggi cosmiche, o almeno galattiche, per le quali una popolazione sufficientemente tecnologica da compiere viaggi spaziali, sia guardiana dell’intero sistema e, usando un brutto termine, proprietaria.
L’alleanza dei due popoli verso eventuali “invasori” esterni, è quindi fondamentale nello sviluppo degli eventi successivi.
15a-Molte popolazioni antiche, indigene, ancora oggi esistenti hanno miti comuni che li vogliono come discendenti da una stirpe celeste.
Per quanto riguarda Egizi,  Aborigeni australiani, Dogon, per citarne giusto un paio, la provenienza sarebbe dal sistema binario di Sirio1 e 2.
Allo stesso modo, Nazioni Native Americane, definiscono se stessi come Star People o Star Children, originari delle Pleiadi.
Come accennato nelle Cronache, in effetti, i Mureani erano affascinati dal sistema delle Pleiadi, ma non fu possibile trovare un mondo da poter tentare di “terraformare”, in quanto le stelle erano “effimere”, cioè al momento del racconto dovevano avere all’incirca 40 milioni di anni terrestri, quindi troppo giovani per avere pianeti ben formati, freddi e con una buona atmosfera, inoltre la vita di quel tipo di stelle sarebbe stata molto breve.
Per i nostri metri altri 400milioni di anni circa sembrano un bel po’, ma ricordiamoci che i Mureani sono una razza molto antica, proveniente da una stella morente dell’età di circa otto miliardi di anni e per loro sarebbe una pessima idea diventare “figli” di stelle dalla vita tanto breve.
Volendo però attenermi alle tradizioni Native, dovevo immaginare come i Mureani avrebbero potuto ragionare: queste stelle sono le più belle e luminose almeno di metà Galassia, ci hanno mostrato il cammino, quindi non resta che cercare un posto il più possibile vicino a loro.
Si sistemano quindi su un sistema che ho indicato come doppio, a pochi anni luce di distanza.
Considerato il loro splendore dalla Terra, a circa 440 anni luce, si può immaginare come dovesse apparire il cielo per gli abitanti di un mondo ad un tiro di schioppo dall’ammasso e, a questo punto, è anche comprensibile come oggi, circa 66 milioni di anni più tardi, i loro (possibili) discendenti indichino le Pleiadi come luogo di provenienza.
Gli stessi Mureani, indicando la loro provenienza ai Nergal, mostrano l’ammasso delle Pleiadi che, probabilmente, copre con l’intensa luminosità il loro effettivo sole doppio.
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16-Thiamat è definito “tra tutti i pianeti viventi del sistema il più grande e il più bello”, inoltre ha un pianeta satellite presumibilmente più grande della  Luna: questo sarebbe in contrasto con la quantità reale, attuale, di materiale presente nella fascia principale di asteroidi.
Il numero di asteroidi metallici, inoltre, pare, all’osservazione attuale, piuttosto esiguo.
Sappiamo che, se le cronache sono corrette, il pianeta sarebbe esploso tra 62 e 59 milioni di anni fa, provocando una pioggia meteorica violentissima nei primi secoli, ma durata per migliaia di anni. La Luna stessa conta, solo sulla faccia visibile alla Terra, oltre trecentomila crateri da impatto.  
Viene quindi logico supporre che gli Anunnak non abbiano fatto esplodere il pianeta per semplice animo criminale, ma per sterminare ogni specie antagonista e potersi accaparrare i minerali presenti senza problemi: il piccolo satellite composto di oro sarebbe quindi stato probabilmente frantumato e trascinato verso il loro avamposto.
In seguito avrebbero potuto tornare ad approvvigionarsi del resto delle rocce metalliche o con minerali preziosi, eventualità che spiegherebbe anche il motivo per cui non si siano avvicinati alla Terra fino ad un periodo stimato intorno al milione di anni fa (durante la reggenza di Harek ed Em Rhys, appunto).
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17- Per tutti i riferimenti temporali del testo, si tenga presente che l’anno marziano è doppio di quello terrestre e l’anno di Thiamat era circa 4 anni terrestri.  
Si tenga presente che un pianeta ruota su se stesso con maggior velocità all’aumentare delle dimensioni.
Il rapporto tra la durata del giorno di Marte è di circa mezz’ora superiore a quello della Terra e, facendo un rapporto tra le dimensioni stimate di Thiamat, possiamo supporre che la durata del giorno fosse di circa mezz’ora inferiore a quella del giorno terrestre, un’ora inferiore a quella marziana.
È possibile che la divisione in 24 unità del giorno sulla Terra, peraltro storicamente recente, possa avere qualche reminescenza inconscia della divisione effettuata dai Mureani.
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18-Sono ignote le cause della graduale sterilità Nergal.
È possibile che si sia trattato della conseguenza delle condizioni di vita, sia sulla superficie, dove passavano tutto sommato poco tempo, che al di sotto, per mancanza di luce solare o a causa della perdita graduale di atmosfera: con la rarefazione dei gas protettivi, infatti, molte radiazioni solari avrebbero potuto danneggiare le specie viventi quantomeno in superficie.
Marte è un pianeta piuttosto piccolo, doveva ospitare una popolazione presumibilmente di un unico ceppo e altrettanto presumibilmente non molto numerosa: potrebbe quindi essersi sviluppata una sorta di stanchezza genetica, un impoverimento della razza stessa.
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19-Non è chiaro il motivo per cui Mureani e Nergal non potessero procreare tra loro, ma è evidente che la forzatura provoca una sterilità degli ibridi, come avviene in diverse specie animali (es. cavallo e asino) e vegetali ancora oggi.
Inizialmente ho pensato che i Nergal potessero essere riconducibili a popoli dalla pelle azzurra che compaiono in molti miti (gli déi, nell’iconografia Hindu e non solo, sono rappresentati con la pelle azzurrina), quindi che la loro emoglobina potesse essere fissata da una molecola d’argento anziché dal ferro.
Questo stride, a mio parere, con la composizione di Mart, ricchissimo di ossidi di ferro al punto di apparire rossastro. Alcuni scienziati ritengono che Marte potrebbe avere grandi disponibilità di Argento, germanio, lantanio,
gallio, palladio, iridio, rubidio, platino, rodio, perfino oro, ma non ci sono certezze in tal senso.
A causa dell’aspetto dei Mur, di carnagione bruno/ramata, è altamente improbabile che potessero, a loro volta, avere emoglobina all’argento.
Essendo entrambi mammiferi umanoidi, bisogna quindi pensare a qualche gene non compatibile, in quanto, si fosse trattato di differenze strutturali importanti, se ne sarebbero resi immediatamente conto.
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20- Come menzionato, fin dall’apparire delle navi Nergal durante la battaglia, si trattava di navi piccole, molto veloci e dal colore blu riflettente.
È probabile che le navette non venissero facilmente rilevate dagli strumenti Mureani e si mimetizzassero nell’ambiente terrestre, a quell’epoca dal clima caldo umido e con vegetazione fitta, con specie arboree di grandi dimensioni. È però possibile, da reperti trovati in alcuni siti archeologici, che essi si spostassero tra Terra e Marte tramite stargates, senza scomodare la flotta.
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21- Gli Anunnak definiscono “invasori” i Mureani. Non dimentichiamo che, molto tempo prima, erano stati cacciati dal sistema dal piccolo e valoroso Nergal. Evidentemente si ritenevano maggiormente in diritto di entrare in possesso, se non del pianeta (per loro troppo freddo e troppo ricco di ossigeno), delle sue grandi risorse.
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22-Unità di Tempo Galattico (o Cosmico): un anno Galattico o GY è per noi pari a 225 (o 250) milioni di anni terrestri.
Essendo l’anno di Thiamat 4 anni terrestri, un GY diventa circa 56.25 milioni di anni. I Mureani dicono di essere su Thiamat da oltre 2 unità di Anno Cosmico, cioè circa 1 milione 150mila anni (o forse 1milione e 300mila anni, a seconda della durata effettiva dell’anno galattico).
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23- I Mureani pensano che gli Anunnak vogliano conquistare uno o più pianeti del sistema per invaderli.
Fin’ora, però, questo non è mai realmente successo: il numero di Anunnak che, secondo molte teorie, si sarebbe stabilito sulla Terra, non è mai stato tale da considerarsi un’invasione, se non politica. A quanto risulta, gli Anunnak, al momento della “conquista” della Terra, circa 400mila anni fa, sarebbero stati alcune centinaia, forse alcune migliaia, non di più.
La ragione o le ragioni potrebbero essere:
A)le popolazioni antagoniste nonostante le apparenti sconfitte non hanno ceduto più di tanto (in effetti, se le strane divinità citate da Maya e Atzec sono Anunnak, si noti che NON si sono stabiliti più a Nord del Nuovo Messico, evidentemente arginati dalle popolazioni di ceppo Algonkino).
B) Effettivamente non sono attratti dall’ambiente, forse non così favorevole alla loro biologia.
C) Non vivono sull’avamposto, ma hanno un pianeta caldo e assolato tutto per loro e usano “Nibiru” soltanto come stazione spaziale.
D) Sono una specie in via di estinzione e sono molto pochi. Le molte navi citate alla fine della seconda guerra con Thiamat e Nergal erano in realtà quasi prive di equipaggio.
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24- Thiamat/Thiamat2 è un sistema più grande della Terra ed entrambi i pianeti sono perfettamente abitabili. Per quanto più ricchi di acqua rispetto alla Terra e con calotte polari e ghiacciai più estesi, la superficie abitabile è decisamente grande, eppure la densità di abitanti rimane molto bassa.
Il mantenimento di un basso impatto demografico, sembra quindi essere un atto volontario ben preciso facente parte della loro natura simbionte. D’altra parte, sul loro mondo d’origine, non hanno mai superato la soglia dei 10-11 abitanti per km2.
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25-Nessun alato fu imbarcato, in quanto tutti si trasferirono sul pianeta gemello. Si deduce quindi che la specie alata di cui si narra nelle Cronache Mureane, si sia estinta con l’esplosione.
Molti miti, tuttavia, parlano di esseri umanoidi alati ed esistono, un po’ ovunque in giro per il mondo, illustrazioni scultoree e bassorilievi che mostrano umanoidi dotati di grandi ali.
Gli Alati descritti dalle cronache Mureane, per quanto si sa, non avrebbero avuto aspetto umanoide, dovevano invece essere veri e propri uccelli, simili a corvi reali e ad altre specie.
Ricordiamo come parecchi uccelli siano in grado di pronunciare parole di lingue umane, nonostante la diversa conformazione del muso e la presenza del becco che, teoricamente, non dovrebbe permettere loro di articolare termini complessi e ricchi di consonanti, inoltre, molti passeriformi sono abilissimi architetti e tessitori, nonostante non possiedano mani.
Le civiltà alate Mureane non escludono comunque l’esistenza di umanoidi alati, di diversa origine, come è possibile che esistano specie uccelliformi con caratteristiche simili. Non si dimentichi, comunque, che solo una piccola parte delle due popolazioni lasciò la zona delle Pleiadi, mentre la maggior parte potrebbe ancora trovarsi là, alati compresi.
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26-Marte deve la sua conformazione irregolare ad un tremendo impatto, avvenuto in epoche remote, probabile causa della perdita di gran parte dell’atmosfera e perdita di gas e materia magmatica al suo interno, con il  conseguente raffreddamento del nucleo, che spiegherebbe le enormi dimensioni di alcuni suoi vulcani, e la pressoché totale inattività tettonica odierna.
Secondo le cronache Mureane, inoltre, il satellite Phobos, un sasso di circa 22Km di diametro, sarebbe stato causato dalla frammentazione al momento dell’impatto.
Nel 1988 la sonda sovietica Phobos2 rilevò una debole emissione di gas dall’interno del satellite, ma non fu possibile studiarla ulteriormente, per quanto si sia ipotizzato si trattasse di vapore acqueo.
Phobos presenta numerose “stranezze”, che fanno pensare ad alcuni ricercatori trattarsi non di un corpo singolo, ma di un aggregato di diversi frammenti, per quanto questo non spieghi la maggior parte delle anomalie che sembrano via, via sommarsi le une alle altre.
Phobos, d’altra parte, ha, alle osservazioni, una densità inferiore a quella che dovrebbe avere un corpo compatto. Si ipotizza quindi che sia parzialmente cavo o costituito in parte da ghiaccio, teoria che sarebbe interessante:  Phobos potrebbe essersi staccato da un’area in prossimità di un grande lago, per esempio?
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27-Venere, oggi, si muove con una rotazione opposta a quella di tutti i pianeti del sistema e, unico caso, ha la durata del giorno maggiore di quella dell’anno. il trauma subito dovette essere assolutamente terrificante.
Venere ha un’atmosfera per il 96% composta di CO2, oltre ad un’accentuata presenza di gas tossici. L’atmosfera di Marte è a sua volta composta per il 95% dello stesso gas. Evidentemente l’atmosfera dei due pianeti dovette cambiare completamente dopo le piogge meteoriche e gli impatti che mutarono in modo drastico la loro natura.
Per quanto riguarda Marte, è da sottolineare come avesse già avuto, forse un milioncino di anni prima degli eventi narrati, catastrofi causate dalle prime guerre con gli Anunnak. Si può supporre che evidenti eruzioni di grande entità, su un pianeta piuttosto piccolo, possano già allora aver provocato un’alterazione nella composizione e nella densità dell’atmosfera.
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28- La Luna di allontana dalla Terra di circa 4 cm all’anno.
Le spiegazioni comunemente attribuiscono questa “fuga” ad un gioco di attrazione/repulsione dovuta al rigonfiamento delle masse terrestri in corrispondenza con il satellite.
Recentemente alcuni dati avrebbero mostrato che, in passato, la Luna non avesse un’orbita sincrona (cioè non mostrava sempre la stessa faccia verso la Terra), probabilmente più stabile rispetto ad oggi.
La perdita di atmosfera da parte di Marte e della Luna è sempre stata attribuita alle loro piccole dimensioni, non in grado di creare un campo gravitazionale tale da mantenersi attaccate delle sostanze volatili.
Oggi, però, si sa che Titano, il maggiore dei satelliti di Saturno, con un diametro di poco più di 5000km possiede un’atmosfera densa e addirittura Io, con un diametro di 3642Km, presenta una sua atmosfera allo Zolfo, con percentuali di Ossigeno.
La perdita di atmosfera sarebbe legata non tanto alla massa di un pianeta, quando alla sua composizione nucleare e all’attività tettonica.
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29- Come già citato, i Mureani (e, a quanto pare, i Nergal) hanno un fabbisogno di Ossigeno superiore a quello delle specie terrestri sia del Cretaceo, che del nostro mondo odierno, ma soprattutto patiscono, forse più di noi, la presenza eccessiva di CO2. Attualmente la percentuale è dello 0.039%, in aumento, meno rispetto a 60 milioni di anni fa.
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30-La razza rettiloide osservata da Thiamat e Nergal sulla Terra viene descritta, in testi di provenienza incerta (Tibetana?) come razza della seconda era lemuriana. Questi testi ne parlano come di esseri piuttosto primitivi, rozzi e non esattamente svegli.
Costoro avrebbero avuto la capacità di addomesticare alcune specie di dinosauri e si sarebbero estinti alla scomparsa del continente di Lemuria intorno a 13.000 anni fa, quindi in concomitanza con la scomparsa si Atlantide. È evidente che ci sia un assurdo temporale nel porre un ambiente cretaceo come così recente.
Altre fonti citano la scomparsa di Lemuria intorno agli 800mila anni fa (quindi di poco successivi alla reggenza di Harek) e non sono citati abitanti rettiloidi.
I rettili descritti in più o meno tutte le culture, aggressivi e bellicosi, che avrebbero creato l’uomo per utilizzarlo come schiavo, sono invece sempre riconducibili agli Anunnak, anche se con altri nomi, sia per il diverso segmento temporale, per la definizione di déi celesti, nonché per il loro comportamento.
È possibile che i rettiloidi cretacei si siano estinti con le altre specie a sangue freddo intorno a 60 milioni di anni fa, per quanto alcune leggende Hopi e In’Deh (Apache) narrino di come i loro antenati siano stati salvati, durante piogge di meteoriti avvenute in tempi relativamente recenti, da un popolo di rettili gentili che sarebbe vissuto sottoterra da molte migliaia di anni..
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31- Il termine sarong è indonesiano e ho pensato a lungo se usarlo o meno. Purtroppo, poiché non abbiamo la più pallida idea di come potesse essere la lingua mureana, ed essendo l’unico termine adatto al tipo di indumento fatto indossare alla salma del vecchio rettile, ho ritenuto corretto farne uso.

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Appendici:

Nomi:
I nomi di Nergal e Thiamat sono quelli usati almeno dai tempi Sumeri per indicare Marte e il pianeta esploso. In tempi successivi, Nergal si trasformerà nella divinità omonima, sposo di Ereshkigal. Nergal è il Signore del fuoco, delle inondazioni e delle pestilenze (Ma guarda!).
Thiamat è, all’origine, il nome con cui veniva indicato il quinto pianeta del sistema solare. Diventa la Dea Madre per i Babilonesi, Dea Primordiale, signora degli oceani.
Isth o Ishtar è il nome della Dea riconducibile ad Afrodite-Venere, sempre secondo la tradizione Babilonese.
Iah era il nome egizio per indicare la Luna.
Kheia è invece omofono di Gea o Gaia e, allo stesso tempo, prende a radice la parola sumera Ki, che ha il significato di terra-paese. Ho usato una dicitura dal suono simile ai linguaggi indicanti gli altri pianeti, tenendo presente che nella mitologia celtica irlandese, la terra è Èriu, che ricorda nel suono Kheia. Ho così voluto alterare (chissà!) il nome della Terra mantenendo l’omofonia con sumeri-greci e celti. Kheia è omofono anche di un altro nome, non menzionato in questo racconto.  
A parte il termine Mur, quindi, tutti i nomi usati sono non di origine Mureana, ma Nergal, dovendo considerare che il Popolo Perfetto (come i Mureani sarebbero chiamati da altre civiltà della Galassia) assume la nomenclatura già in essere al suo arrivo nel sistema solare.
Pare contraddittorio usare nomi probabilmente sumeri (ma che a loro volta potrebbero essere stati ereditati da civiltà precedenti), considerando che parliamo di popoli nemici degli Anunnak, ma purtroppo, essendo i fatti narrati precedenti di quasi sessanta milioni di anni all'arrivo di questi signori tanto celebrati oggi, non avevo assolutamente nulla in mano per poter trovare altre nomenclature...Ho un paio di idee in proposito, ma necessito di consiglio dai discendenti dei Mureani. ;)
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Osservazioni su Sedna e Nibiru:

Gli antichi miti citano due grandi pianeti al di là sia di Urano che Nettuno e si tratta di miti appartenenti spesso a culture lontanissime tra loro in ordine di tempo e di spazio.
In particolare l’attenzione andrebbe portata sul mitico Nibiru, un grande pianeta azzurro da cui proverrebbero gli déi, cioè (sigh!) gli Anunnak.
Sitchin e altri ricercatori o amanti delle sue teorie, ritengono che la scoperta (per ora soltanto teorizzata) del dodicesimo pianeta, porterà all’osservazione di un pianeta come descritto nei testi antichi, cioè molto grande e di un bellissimo colore azzurro.
Nulla da eccepire, tranne per il fatto che l’aspetto di un delicato color turchese non deve trarre in inganno: anche Urano e Nettuno sono turchese  intenso, molto grandi e bellissimi all’osservazione, ma si tratta di pianeti in realtà assolutamente invivibili, composti da una spessissima atmosfera di gas pesanti, come ammoniaca, metano, idrocarburi e soprattutto idrogeno ed elio (componenti fondamentali delle stelle), la quale si muove generando venti che superano i duemila chilometri all’ora.
Si tratta di pianeti teoricamente gelidi per la distanza dal sole, ma, al contrario, composti da un nucleo roccioso dove il calore al suolo è prossimo a quello della superficie esterna del Sole, a causa delle fortissime pressioni.
Quando Mureani e Nergal citano Nibiru come luogo terribile in cui vivere, dobbiamo immaginare stazioni orbitanti all’esterno dell’atmosfera, forse ancorate al nucleo roccioso, ma non sulla superficie, in quanto probabilmente non esiste un materiale abbastanza robusto da resistere a tali temperature e pressioni per lungo tempo.
La vita sarebbe possibile soltanto a queste condizioni, in ogni caso estreme: è escluso che gli Anunnak possano essere originari del pianeta.
Se qualche forma di vita complessa vi esistesse, non potrebbe tollerare la vita su mondi con temperature e pressioni simili alle nostre.
Spesso è anche teorizzato che Nibiru non sia originario del nostro sistema solare, ma sia stato “rubato” ad un altro e abbia ritrovato una stabilità con quest’orbita fortemente ellittica ed inclinata rispetto al piano orbitale.
Dobbiamo considerare che, per lanciare un pianeta, ancora di grandi dimensioni, fuori orbita e fuori dal proprio sistema stellare, sarebbe necessaria un’energia immensa, che non lascerebbe di sicuro intatta la vita, né l’atmosfera, sul medesimo.
Bisogna poi considerare che, per raggiungere un altro sistema stellare, questo dovrebbe attraversare una grande porzione di spazio profondo, quindi con temperature prossime allo 0°K e non per un paio di giorni e nemmeno per un paio di anni.
Se la popolazione esistente sopravvivesse al primo evento catastrofico, dovrebbe avere una tecnologia tale da supplire a tutto il resto, tra cui cambiamenti atmosferici, gravitazionali, di temperatura, effetti del movimento lineare, cambio totale della rotazione, forse inversione dei poli, spostamenti dell’asse e così via.
Ritengo molto più logico e pratico un esodo verso un nuovo mondo.
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Cenni sulla religione Mureana:

Sebbene siano citati dei sacerdoti, i Mureani non avrebbero una religione di tipo organizzato simile alle attuali forme di credo monoteiste o politeiste strutturate.
Se assumiamo che il concetto di “dio” e/o “déi” oggi consolidato e con maggior impatto sociale e culturale, derivi da esseri umanoidi con grandi capacità tecnologiche, dominanti da circa 4oomila anni fa, fino ad almeno il primo secolo dopo Cristo, è ovvio che, essendo i Mureani un popolo evolutosi del tutto autonomamente (e non ibridi geneticamente modificati), presumibilmente più antico dei membri delle civiltà ricordate come “déi”, è assolutamente logico che non posseggano un simile concetto.
Appare evidente come la loro idea di “divino” non sia riferita ad uno o più déi antropo o teriomorfi, ma si tratti della pura capacità di riconoscere lo Spirito Divino sia in ogni cosa vivente che in ciò che non è considerato vivo a sua volta.
Le loro grandi abilità spirituali e sottili, permettevano loro di comunicare con la mente planetaria e stellare, in quanto manifestazioni viventi della Mente Divina. Dio non esiste come essere amorevole o punitore, giudice e padrone dell’Universo, ma come volontà individuata che si manifesta attraverso ogni particella/energia assolutamente cosciente. Gli Déi, in quanto manifestazioni visibili di questa Coscienza, sono le forze creatrici/distruttrici, i pianeti viventi, le stelle, le galassie e il contatto con tale forza divina è possibile attraverso il contatto profondo con la scintilla di tale Coscienza all’interno del proprio nucleo individuale, del nucleo del Mondo Madre e della Divinità stellare.
I Mureani hanno grandi (ed invidiabili) capacità e dimestichezza con viaggi astrali e dimensionali, e sono in grado di proiettarsi fino al loro pianeta di partenza, in zona Pleiadi.
Presumibilmente, quindi, i sacerdoti sono simili ad insegnanti e guide, punti di riferimento più vicini a sciamani o guaritori spirituali che a veri e propri monaci o preti a noi noti.  
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Alcuni dei più comuni usi dell’oro, noti ai giorni nostri:
Altissima resistenza alla corrosione_ importanti proprietà elettriche (altissima conducibilità)_ alta attività catalitica_
Usi più comuni:
I catalizzatori supportati a base di oro ricoprono un ruolo fondamentale in diverse reazioni, tra cui:
  • ossidazione di monossido di carbonio (CO);[23]
  • ossidazione completa di idrocarburi;
  • ossidazioni selettive;
  • reazioni di water-gas shift.
L'attività di questi catalizzatori dipende notevolmente dal metodo di preparazione e dal tipo di supporto utilizzato.
Tra gli altri usi:
  • nella componentistica elettronica:
    • svolge funzioni critiche in molti computer, apparecchi per telecomunicazioni, motori jet e numerose applicazioni industriali;
    • trova ampio uso come materiale di rivestimento delle superfici di contatti elettrici, per garantirne la resistenza alla corrosione nel tempo;
  • in ambito astronautico:
    • l'oro è usato come rivestimento protettivo di molti satelliti artificiali, data la sua capacità di riflettere la luce visibile e l'infrarossa;
    • già citato come rivestimento delle visiere dei caschi, come protezione per gli occhi.
  • a scopo medico e diagnostico:
  • nelle indagini a microscopio:
  • in ambito fotografico:
 non citate in questa sede le proprietà in ambito alchemico/esoterico e simbolico. Si rimanda ad altri testi.
(es.: Nicolas Flamel: “Il Libro delle Figure Geroglifiche”, Claudio Lanzi: “Ermetismo e Mistica”, Francesco Pico della Mirandola: “Opus Aureum”: Raimondo Lullo: “Il Trattato della Quinta Essenza”)

Comparazione tra gli attuali pianeti interni del Sistema Solare e il binario Thiamat (stima):

I Mureani definiscono il sistema solare come formato da undici pianeti, di cui due doppi (Terra-Luna, Thiamat -Thiamat2).
Questo potrebbe infastidire i puristi: se Plutone è un pianeta, allora il sistema dovrebbe avere dodici pianeti, comprendendo Sedna e l’ipotetico Nibiru. Nel caso si consideri Plutone un asteroide, tornerebbe il conto di undici. Plutone è circa la metà di Mercurio ed è più piccolo della Luna, con un diametro di 2372 Km, nonché di Titano, dal diametro di oltre cinquemila chilometri.
Per quanto mi sia simpatico e sia a favore della riclassificazione a pianeta, non si può scartare l’ipotesi che possa, in passato, essere stato un satellite di uno dei Giganti di Ghiaccio ed essere stato poi sbalzato dall’orbita originale a causa di impatti o altri eventi di qualche tipo, non ultimo un’eventuale esplosione planetaria. In questo caso, al momento dell’osservazione dei Mureani, Plutone non sarebbe stato dov’è ora.

Non viene mai citato Mercurio, se non nel conteggio iniziale del sistema stellare, come non vengono considerati da loro i grandi satelliti dei pianeti esterni, quali Titano, Europa, Io, Ganimede, Encelado per citarne alcuni.
È più che certo che, avendo i Mureani studiato attentamente questo sistema prima di intraprendere il viaggio, si fossero resi perfettamente conto dell’inabitabilità naturale di questi piccoli mondi a causa di temperature e, soprattutto, della composizione atmosferica.
È interessante che, pur considerando Venere inadatta alla loro vita, la osservassero e studiassero attentamente l’evolversi della vita locale.
È possibile che amassero osservare un tipo di vita tanto diversa dalla loro, ma prorompente e colorata, preferendo invece non intervenire in equilibri delicati e troppo loro alieni come quelli dei planetoidi succitati.

Mercurio:
Diametro eq.: 4879.4km
Distanza Sole: 57.9100.00km
Rivoluzione: 88gg
Rotazione: 58gg 15h 30’
Stagioni: No. T° min.: 100K max.: 700K
Atmosfera: tracce
Satelliti: No
Anelli: No
Acqua: No
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Venere:
Diametro eq.: 12104km
Distanza Sole: 108.208.926km
Rivoluzione.: 225 gg
Rotazione (Retrograda): 243 gg
Inclinazione dell’asse:
Stagioni: No T° min: 643°K Max.: 737°K
Atmosfera: 93A al suolo.  CO2 96%, Azoto, Vapore acqueo, Acido Solforico, Ossigeno
Satelliti: No
Anelli: No
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Terra:
Diametro eq.: 12.756,274Km
Distanza Sole: 149.600.000km
Rivoluzione: 365 gg
Rotazione: 23,9345 ore
Inclinazione dell’asse: 23,27° (in diminuzione)
Stagioni: 4 oltre i Tropici, 2 ai Tropici e ai Poli, 1 all’Equatore
Atmosfera: Azoto (78%), Ossigeno (21%), Argon, CO2(0,039%), Acqua (Vapore), Metano, O3,
Satelliti: Luna
Anelli: No.

Luna (oggi):
Diametro eq.: 3474Km
Distanza Sole: = Terra
Rivoluzione solare: =Terra
Rivoluzione: 27gg (sinodica: 29 gg)
Rotazione: Sincrona
Inclinazione dell’asse: 1.5°
Stagioni: No.
Atmosfera: Tracce
Satelliti: No
Anelli: No.
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Marte:
Diametro eq.: 6804,9Km
Distanza Sole: 227.900.000Km
Rivoluzione: 686.9 gg
Rotazione: 24,37 ore
Inclianzione dell’asse: 25,19°
Stagioni: 4, molto simili. T°: Min.: 133°K, Max: 293°K
Atmosfera: CO2 (95%) Azoto, Argon, Ossigeno, CO, Acqua, NOx, Neon, Kripton, Xeno, O3, Metano
Satelliti: Phobos, Deimos
Anelli: No
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Thiamat (Stima):
Diametro eq.: ca 14.300km
Distanza Sole: ca. 296.000.000Km
Rivoluzione: 1368 gg (secondo i computi mureani)
Rotazione 24 segmenti/ore secondo i computi mureani, prob. Ca 23h e 30 terrestri
Inclinazione dell’asse: 24°58’00” ca.
Stagioni: 4 oltre i Tropici, 2 ai Tropici e ai Poli, 1 all’equatore. Fascia equatoriale più ampia di quella terrestre, Tropici dalla forbice più stretta, calotte più estese rispetto alla Terra in periodi interglaciali.
Atmosfera: Azoto (75%,) Ossigeno (23.5%,) Argon, Acqua (vapore), Co2(0,015%), Metano, O3, H (tracce)
Satelliti: Thiamat2, 2 planetoidi rocciosi non nominati, satellite aureo.
Anelli: No

Thiamat2:
Diametro eq.:ca. 4021,5Km
Distanza Sole: ca. 296.000.000Km
Rivoluzione solare: = Thiamat
Rivoluzione planetaria: 27g6h
Rotazione: ca. 70h 15’ (ca 68h terrestri)
Inclinazione asse: 12°38’ ca
Stagioni: 4 su 70% del pianeta, 1 Equatore, 2 Poli.
Atmosfera: composizione simile a Thiamat, più rarefatta.
Satelliti: planetoide roccioso irregolare, non nominato.
Anelli: No

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